Lo Studio riassume: pillole sugli aspetti fondamentali da tenere in considerazione per una corretta strategia aziendale, a fronte dell’entrata in vigore della normativa lo scorso 15 luglio.
Cosa impone il nuovo Codice della Crisi?
Un dovere esteso anche agli imprenditori individuali
Dal 15 luglio, in base al comma 1 dell’art. 3 del D.Lgs. 14/2019, l’obbligo di intercettare per tempo le difficoltà dell’impresa riguarda direttamente anche l’imprenditore individuale.
«L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.»
Con questa formulazione — pur diversa rispetto alle versioni precedenti — il dovere di disporre di strumenti idonei per la prevenzione e la gestione della crisi viene esteso anche agli imprenditori individuali, e non più soltanto alle società.
Gli assetti d’impresa: cosa prevede il comma 3
L’aspetto più rilevante è però il successivo comma 3, che per la prima volta definisce le caratteristiche che deve presentare l’assetto dell’impresa per poter essere ritenuto in linea con le previsioni dell’art. 2086 c.c., cioè in grado di prevedere tempestivamente l’emersione della crisi. Gli assetti d’impresa devono consentire di:
- a) rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore;
- b) verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi e rilevare i segnali di cui al comma 4;
- c) ricavare le informazioni necessarie a utilizzare la lista di controllo particolareggiata e a effettuare il test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento di cui all’articolo 13, comma 2.
Il focus sulla lettera b): sostenibilità dei debiti e continuità aziendale
Fondamentale è la lettera b), in particolare la prima parte. La previsione normativa riguarda infatti tutte le imprese, non solo quelle già in crisi.
L’azienda deve dotarsi di un assetto che le consenta di verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i 12 mesi successivi.
Tecnicamente, l’impresa dovrebbe essere in grado di predisporre i flussi di cassa prospettici, che generalmente si rappresentano in un budget di tesoreria mensilizzato, da aggiornare periodicamente: ogni mese o, meglio ancora, con un aggiornamento continuo.